Blog: http://alessandrodeangelis.ilcannocchiale.it

Formica vuole allearsi con Fausto

Dopo l’incontro di ieri tra Veltroni e i socialisti i margini per un accordo, se mai ci sono stati, non ci sono più. E oggi lo stato maggiore del Ps si riunirà per decidere se tentare la corsa solitaria oppure cercare un accordo con la Cosa rossa: da Sd, o almeno da una parte di Sd, arrivano segnali di interesse. Ma anche tra i socialisti l’idea non è più un tabù. Per Rino Formica, anzi, la via di un’intesa elettorale con Bertinotti è addirittura obbligata. E al Riformista spiega: «Il Pd nasce da una premessa giusta: unire i riformismi. Ma le dà un seguito sbagliato: la sinistra non vince perché non ha i colori del centro e quindi Veltroni vuole distruggere tutto ciò che a sinistra del centro». Di questo disegno farebbe parte anche l’ultima offerta fatta ai socialisti di entrare nelle liste del Pd. Dice Formica: «Lo schiaffo del loft? Il loft, in Inghilterra, è la canteria della chiesa dove il coro dei cantori intona l’inno della salvezza. Nel loft veltroniano invece i socialisti non hanno trovato il coro della salvezza ma un commissario di pubblica sicurezza con l’ordine di sciogliere la radunata sediziosa». Formica non cela il suo disappunto neppure verso i suoi compagni di partito che l’intesa con Veltroni l’hanno cercata, eccome: «L’ingenuità nella vita fa tenerezza, ma in politica è uno strazio. Venti giorni fa alla Camera Veltroni è stato accusato di voler fagocitare i piccoli partiti e il giorno dopo ci si è presentati dal fagocitatore dicendogli: perché non facciamo un programma assieme?». E aggiunge: «Ora, dopo l’editto Bettini-Veltroni, i socialisti sono costretti a rialzare la bandiera che avevano abbassato a mezz’asta perché portavano il lutto di Prodi. Ma lasciamo stare le responsabilità pregresse: il rallentamento del percorso della Costituente, il rinvio di un chiarimento con Prodi, il comportamento difensivo durante il governo Marini, la poco edificante attesa di un atto di clemenza da parte di Veltroni».

Guardando al futuro, per Formica, i socialisti sono a un bivio: «Come si risponde alla protervia dei repressori? Si può affrontare eroicamente lo sterminatore con l’impianto generoso e suicida della cavalleria polacca contro i panzer tedeschi oppure organizzare la guerriglia». Fuor di metafora? «Poiché i socialisti da soli hanno oggettivamente difficoltà a superare gli sbarramenti, sia alla Camera che al Senato, il partito è a rischio di estinzione». Quindi, per Formica, si tratta di organizzare la guerriglia. «La scelta obbligata è fare un appello a tutte le forze laiche, socialiste, radicali perché stringano con la sinistra disponibile un patto tecnico di alleanza, ognuno con il suo simbolo, così come richiesto dagli stringati vincoli della legge elettorale. Io alle elezioni voterò il simbolo del Ps comunque, anche se dovesse presentarsi in forma solitaria. Ma credo che un’alleanza con la Cosa rossa vada fatta. È uno stato di necessità: si tratta, insito, di scegliere tra una morte eroica e la guerriglia. I partigiani, nel fare la resistenza, la facevano con chi ci stava. Mica guardavano tanto per il sottile se uno era comunista o monarchico». Per Formica le divergenze programmatiche tra Ps e Cosa rossa, che pure ci sono, sono secondarie in questo momento: «All’ordine del giorno non c’è la semplice elezione di un governo, ma il mutamento del sistema politico. Si sta realizzando nei fatti il disegno dei referendari: il passaggio dalla democrazia organizzata a quella disorganizzata. Con la conseguenza che stiamo abbandonando il modello europeo a favore di un modello non americano, ma sudamericano: partiti deboli, leader carismatici, forti lobby esterne. Ovviamente in salsa italiana. Quando i partiti erano forti c’era il Caf. Ora c’è il “Bevemo”, una scritta presente a Roma sul frontespizio di molte cantine. Buona anche per sintetizzare il patto Berlusconi-Veltroni-Montezemolo…». Prosegue Formica: «L’intesa con la sinistra attiene alla necessità di stoppare questo patto scellerato Berlusconi-Veltroni. In fondo nel ’53 Corbino e un gruppo di liberali giocarono con la sinistra per far saltare la legge truffa, e ci riuscirono». E aggiunge: «Non so se la campagna elettorale sarà giocata con toni accesi o al lume di candela al suono di un walzer come vuole Veltroni, ma so che nelle urne gli elettori voteranno come se fossero in un congresso di partito, visto che i congressi non si sono celebrati. E i nostri voteranno contro il dispotismo di chi ha fallito con il bipolarismo di coalizione e ci riprova con il bipartitismo serraglio». Formica pensa che l’intesa con Fausto vada ricercata anche in vista del “dopo”: «Se i socialisti e la sinistra non sbaglieranno una mossa in questa fase potranno parlare al paese dopo il 13 aprile con il titolo prezioso della moralità politica». E Bertinotti? «Una volta ci fece sperare parlando della necessità di una Bad Godesberg in Italia. Ora la sconfitta elettorale potrebbe riproporre il tema. Se il socialismo rinascerà, rinascerà dalle rovine del Pd e dal revisionismo nella Cosa rossa».

Alessandro De Angelis

da Il Riformista di martedì 12 febbraio

Pubblicato il 12/2/2008 alle 12.29 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web