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Mussi prova a mettere qualche paletto. Ma la Cosa rossa si prepara a correre da sola

Rifondazione tiene il punto. I Verdi assecondano il gioco. E pure Diliberto dovrebbe cedere sul capitolo falce e martello. Alla vigilia dell’incontro di oggi tra i segretari dei partiti per mettere a punto la road map elettorale della Cosa rossa la sinistra-sinistra fa di necessità virtù e si prepara alla corsa solitaria. Ma è dentro il movimento di Mussi che si registra qualche malcontento. Che comunque non sembra proprio preannunciare nessun cambio di rotta verso il Pd.

Nella direzione di ieri, il leader di Sd non ha messo in discussione il progetto di costruzione di una sinistra «unitaria e plurale», ma qualche paletto ha provato a fissarlo. Con la conseguenza che oggi quella dei segretari della Cosa rossa potrebbe non essere ancora la riunione decisiva per chiudere l’accordo. Il ragionamento fatto dalle parti di Sd suona più o meno in questi termini: l’Unione è finita, ma questo non significa che non ci sia la necessità, sia elettorale che politica, di un «nuovo centrosinistra». È quindi opportuno, prima di intraprendere la corsa solitaria, tentare un patto programmatico col Pd. I mussiani sottolineano come elemento di novità il fatto che Veltroni starebbe passando dalla formula dell’autosufficienza a quella dell’autonomia di programma. Quindi, dicono, deve essere il Pd a dirci di no, non noi a sottrarci. Afferma Titti Di Salvo: «Prima viene la politica, poi la questione della premiership. Come Sinistra arcobaleno dobbiamo porre al Pd l’esigenza di un nuovo centrosinistra».

La sensazione è che dietro la questione del «nuovo centrosinistra col Pd», formula usata ieri da tutto lo stato maggiore mussiano, e ribadita in un documento finale, si giochi una partita tutta interna alla Cosa rossa. Se l’assetto elettorale dovesse essere quello che ha preso forma in questi giorni, Mussi dall’operazione arcobaleno incasserebbe assai poco: sia il ticket Bertinotti-Francescato sia l’ipotesi di un simbolo che riproducesse, sotto quello unitario, le sigle dei quattro partiti fondatori sarebbero, se non proprio un fallimento, certo un colpo molto duro per un movimento nato con propositi più ambiziosi. E allora Mussi oggi proverà ad alzare la posta, ma senza far saltare il tavolo. Nonostante il pressing veltroniano su parte di Sd, Mussi però non sembra intenzionato a costruire un satellite del Pd, né da solo né con una lista insieme ai socialisti di Angius e Boselli: una delle tante ipotesi che in questi giorni circola come gradita al sindaco di Roma. E però, forte del corteggiamento democrat, Mussi vuole rilanciare sull’altro tavolo chiedendo a tutta la Cosa rossa di dialogare con Veltroni. E nel tentativo di parlare a nuora (nel senso di Walter) perché suocera (nel senso di Fausto) intenda, Mussi proverà a ottenere due risultati: far saltare il ticket e sostituirlo con una «squadra», e presentare la Cosa rossa come «una novità politica». Così nuova da impedire che, sotto l’arcobaleno, ci siano i simboletti. Su questo, dovrebbe essere tranquillo, visto che non li vuole neanche Bertinotti. E pure le resistenze dei comunisti doc non sembrano insormontabili: «Vediamo, stiamo discutendo di tutto» dice (possibilista) il capogruppo del Pdci Sgobio.

E Rifondazione? Per ora sta a guardare il prender forma di uno scenario a lungo voluto. Con Bertinotti in campo, lo schema è quello delle due sinistre: da un lato il Pd di Veltroni con qualche partito satellite, dall’altro Rifondazione con i suoi satelliti. L’unico che potrebbe farlo saltare, in teoria, è Veltroni, chiedendo un confronto programmatico. Ma la cosa appare assai difficile. E il Prc già scalda i motori per la campagna elettorale. Dice il capogruppo al Senato Russo Spena: «Veltroni continua a ribadire la sua volontà di andare da solo con un programma autonomo. Io non vedo margine alcuno per un confronto». E taglia corto sul resto: «Noi stiamo qui a parlare di ticket quando dovremmo già avere i manifesti in tipografia».

Alessandro De Angelis

da Il Riformista di martedì 5 febbraio

Pubblicato il 5/2/2008 alle 15.49 nella rubrica Diario.

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