.
Annunci online

alessandrodeangelis


Diario


16 gennaio 2008

Nerozzi: "Confindustria cambi metodo"

Il cessate il fuoco tra le parti ancora non c’è. Ed è anche difficile che la trattativa riprenda sul suo binario naturale: il negoziato sui metalmeccanici sembra legato all’opera esplorativa del ministro del Lavoro Damiano. Il quale, in una serie di incontri separati con Federmeccanica e sindacati, ha provato ieri a capire i punti di una possibile mediazione. Per ora, gli imprenditori hanno sospeso la decisione sugli aumenti contrattuali unilaterali ma le posizioni restano assai distanti. E domani si svolgerà il prossimo round. Il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi non cela il suo disappunto: «La responsabilità è solo di Federmeccanica. Spero che Confindustria mostri un atteggiamento più responsabile. Dal momento che un cattivo esito sul contratto dei meccanici peserebbe su tutti i tavoli in cui siamo impegnati anche con l’associazione degli imprenditori». E, in una conversazione col Riformista, spiega: «È opportuno ripercorrere quello che è successo, perché è molto grave sia dal punto di vista del metodo che del merito. Nel metodo: lunedì mattina alle nove sarebbe dovuta iniziare la trattativa sul rinnovo del contratto. Federmeccanica non solo si è seduta al tavolo alle quattro del pomeriggio, ma ha pure presentato un documento finale ultimativo a conferenza stampa già convocata. In sostanza ha detto ai sindacati: prendere o lasciare. Un episodio così, almeno a memoria mia, non era mai accaduto nella storia delle relazioni sindacali, almeno con Federmeccanica». Sul merito prosegue Nerozzi: «Nel documento presentato sono stati modificati punti già concordati tra le parti. Anche questo aspetto è grave sotto il profilo dell’affidabilità». E su Damiano: «Il governo ha fatto bene ad intervenire ma Confindustria deve trattare. E aggiungo: serve un accordo soddisfacente, a partire dall’aumento salariale mensile». I sindacati chiedono 117 euro lordi al mese, gli industriali ne hanno proposti 120 a decorrere da gennaio 2008 fino a dicembre 2009, risolvendo con 250 euro di «una tantum» i sei mesi in cui il contratto è scaduto (da giugno 2007). Dice Nerozzi: «Se è vero che le condizioni di lavoro sono faticose se non drammatiche, come hanno dimostrato anche le tragedie recenti, mi sarei aspettato da Confindustria e Federmeccanica più sobrietà, attenzione e rispetto per i lavoratori».

Il segretario della Cgil, sull’ultima proposta di Federmeccanica, che gli industriali ancora ieri consideravano praticamente quasi definitiva, non usa mezzi termini: «Si tratta di una risposta umiliante per il mondo del lavoro. E la protesta operaia, in queste ore molto forte in tutto il paese, è del tutto comprensibile. Noi ci sentiamo a fianco dei lavoratori e vorremmo che tutti quelli che in questi mesi hanno mostrato sensibilità sui temi del lavoro si adoperassero affinché la trattativa abbia un esito positivo. Non può essere che in questi momenti gli operai, per molti, diventano invisibili». Il presidente degli industriali Montezemolo ha parlato di «una parte dei sindacati che non vuole rinnovare i contratti». Per Nerozzi, ma più in generale per la Cgil che ieri ha riunito il suo direttivo, le responsabilità vanno esattamente rovesciate: «Montezemolo ha confuso la Fiom con Federmeccanica. Constato che tutti dicono che la questione salariale è centrale per il futuro del paese. Dopo di che questo negoziato è emblematico delle differenze di comportamento tra noi e Confindustria». Poi avverte: «Un risultato negativo sui meccanici rimetterebbe in discussione le trattative che si stanno aprendo e, mi rivolgo a Confindustria, peserebbe come un macigno sulla discussione sul modello contrattuale. Nei prossimi giorni convocheremo i direttivi unitari e valuteremo le iniziative da prendere».

Quanto poi all’ipotesi, avanzata dagli industriali, di dare aumenti unilaterali Nerozzi la mette giù dura: «Se la giunta di Federmeccanica deliberasse autonomamente sulla questione del salario metterebbe in discussione il contratto nazionale. Sarebbe grave e inaccettabile. Qualora intraprendesse questa via, mostrerebbe la volontà di non voler chiudere gli accordi». Ma dietro la mossa di Federmeccanica il segretario confederale della Cgil vede anche un altro intento: «Non vorrei che aver fatto saltare il tavolo fosse una manfrina per chiedere al governo ulteriori sgravi fiscali. Se così fosse mi permetto di ricordare che di poveri, ovvero di quelli che hanno bisogno di aiuti fiscali, ce ne sono tanti prima di Federmeccanica. E mettere in mezzo i lavoratori non è corretto dal punto di vista etico per una associazione, mi riferisco a Confindustria, che come i sindacati confederale dovrebbe sempre avere una visione generale degli interessi del paese».

Alessandro De Angelis

da Il Riformista di mercoledì 16 gennaio




permalink | inviato da alessadrodeangelis il 16/1/2008 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     dicembre        febbraio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE


CERCA