.
Annunci online

alessandrodeangelis


Diario


10 gennaio 2008

La Cisl lancia il "modello Ferrari". E non vuole aspettare la trimestrale

Un sì al patto di produttività proposto dal governo. Una richiesta di intervento su prezzi e tariffe: «Bersani ci convochi subito». E un monito a Montezemolo: «Prima discutiamo della nostra agenda, poi del resto». Il segretario aggiunto della Cisl Pier Paolo Baretta, all’indomani dell’incontro tra governo e parti sociali, fissa i paletti di una trattativa che si preannuncia lunga e nient’affatto semplice. E in una conversazione col Riformista spiega: «L’idea di un patto finalizzato al rilancio del paese che consenta di migliorare le condizioni dei lavoratori è positiva. Quello del 1993 era un accordo importante ma ora, esaurita la sua spinta, va siglato un nuovo patto per lo sviluppo». Uno degli elementi dell’accordo (che verrà?) deve essere, per Baretta, proprio la produttività aziendale, di cui ha parlato ieri anche Montezemolo sul Sole24ore: «Bisogna prima intendersi sul termine produttività. È sbagliato contrapporre quella aziendale a quella di sistema di cui ha parlato Bersani. C’è infatti una produttività legata alla competitività delle nostre imprese. E poi c’è quella territoriale, si pensi ai distretti che sono stati il motore del nostro sistema. Le due dimensioni, dico a Montezemolo, non vanno contrapposte, esattamente come accade col modello Ferrari, dove la produttività aziendale resta integrata nel sistema Italia». E sul patto di produttività spiega: «Non pensiamo di abolire i contratti nazionali, che danno le garanzie di base, ma ad essi vanno accompagnati, a livello locale, contratti legati alla produttività aziendale». In che senso? «La produttività non si esaurisce solo nel rapporto tra costo e orario di lavoro, ma è legata all’innovazione e al miglioramento complessivo della capacità competitiva dell’azienda. È con la qualità che le nostre imprese diventano competitive. L’idea di coniugare contratti nazionali e aziendali è una proposta storica della Cisl. Ora è il momento giusto per coglierla».

E il governo? Cgil, Cisl e Uil, che ieri hanno riunito le segreterie unitarie, si attendono un segnale che, dopo il vertice di maggioranza in programma oggi, potrebbe concretizzarsi nell’apertura di un confronto sulle detrazioni fiscali per salari e contratti integrativi. Dice Baretta: «Per ora è stato dato il via solo alla calendarizzazione della trattativa. La nostra piattaforma non è stata respinta e il governo ha espresso cautela sulle cifre legandole alla verifica della trimestrale di cassa. Ma il negoziato è complesso». In attesa delle proposte, i sindacati hanno deciso di rimandare gli esecutivi unitari, inizialmente previsti per il 15, a dopo il primo incontro di merito col governo.

E lo sciopero generale? «È meno vicino» dice Baretta che però rilancia le priorità della Cisl. La prima è su prezzi e tariffe: «Occorre una moral suasion per stabilire che la speculazione sui prezzi va condannata, mutuando il metodo adottato nella lotta all’evasione fiscale: chi evade viene colpito. A questo si deve aggiungere un’azione di monitoraggio ripristinando, ad esempio, le commissioni di controllo periferico. E, da ultimo, va avviata una discussione più seria sul paniere. Con queste tre misure si dovrebbe ottenere qualche risultato». Sulle tariffe aggiunge: «Dal momento che sono di emanazione pubblica va distinto il mercato dal servizio universale. Ad esempio, i trasporti nelle aree urbane rientrano nella categoria “mercato”. Quelli nelle aree periferiche nella categoria “servizio universale”. Applicando questa distinzione si possono calmierare i prezzi». La seconda riguarda i salari: «Si può aspettare la trimestrale di cassa per verificare le risorse, ma non c’è bisogno di attendere per stabilire gli obiettivi: le detrazioni per il lavoro dipendente e per i pensionati; il bonus fiscale per le famiglie; la detassazione degli aumenti contrattuali di secondo livello collegati alla produttività. Mentre le aliquote sono materia per il prossimo anno». Sulle risorse Baretta incalza Tps: «Per questi obiettivi le risorse già ci sono. Senza voler essere giudicati moderati, siamo all’interno di una cifra inferiore agli otto miliardi di euro di cui si è parlato in questi giorni. E aggiungo: questi provvedimenti possono essere decisi prima della trimestrale di cassa». Il terzo capitolo riguarda i contratti, su cui il segretario della Cisl non usa perifrasi: «In queste ore vanno chiusi quelli non rinnovati. Il governo, sul pubblico impiego, qualche impegno l’ha preso. Ma ci sono anche i meccanici e il commercio. Prima di aprire ogni confronto sul modello contrattuale dico: si chiudano i contratti in essere».

Fin qui il governo. Poi c’è Montezemolo, che ieri ha chiesto un taglio di altri cinque punti di cuneo. Taglia corto Baretta: «Certo che siamo favorevoli alla riduzione del carico fiscale sul lavoro, visto che nel nostro paese un lavoratore prende poco e costa troppo. Ma adesso sul tavolo c’è la nostra piattaforma e le risorse vanno messe su fisco, salari e contratti».

Alessandro De Angelis

da Il Riformista di giovedì 10 gennaio




permalink | inviato da alessadrodeangelis il 10/1/2008 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     dicembre        febbraio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE


CERCA